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L’edificio
L’esterno si presenta visivamente simile
alla chiesa “gemella”: un pronao a quattro possenti
colonne sormontato da timpano triangolare. La cupola, a costoloni,
è dodecagonale e il lanternino è ellittico. Il rivestimento
della cupola, a squame di lavagna nera, si deve al restauro di Leone
XII. Sulla destra della cupola si erge il settecentesco campanile
disegnato da Gerolamo Theodoli. Le campane sono del 1692 e del 1849.
Sulla balaustra dell’attico poggiano otto statue di Sante
Carmelitane di scuola berniniana.
Nell’interno, ellittico, si aprono sei cappelle laterali,
a pianta rettangolare, ed un profondo presbiterio. Il vano centrale
è ricoperto interamente dalla cupola con le sue ampie finestre
alternate a nicchie, in quattro delle quali sono le statue dei santi
carmelitani Angelo, Efisio e Alberto e del profeta Elia, considerato
la guida spirituale dell’ordine carmelitano. Il pavimento
marmoreo, disegnato da Carlo Rainaldi, riflette lo schema della
cupola. Lungo le pareti sono collocate le quattordici stazioni della
Via Crucis, formelle bronzee di identica misura ma eseguite, attorno
al 1960, da altrettanti celebri scultori, omaggio degli artisti
alla “loro” chiesa. Le stazioni sono, a cominciare dalla
prima, di Alessandro Monteleone, Ercole Drei, Giovanni Amoroso,
Attilio Selva, Alcide Ticò, Angelo Biancini, Venanzo Crocetti,
Francesco Nagni, Emilio Greco, Michele Guerrisi, Raoul Vistoli,
Silvio Olivo, Tommaso Bertolino, Antonio Biffi.
Le
cappelle sul lato destro>>
Le
cappelle sul lato sinistro>>
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